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Dalla Russia con amore: il TVOROG

Fare la professoressa di classi eterogenee mi regala la bellissima esperienza di poter conoscere centinaia, migliaia di persone, tra le quali, non di rado, ho il piacere di trovare preziose collaborazioni ed interessanti arricchimenti culturali. Così è stato il caso di Oleksandr, giovane ed intraprendente chef tra le cui qualità spicca certamente la passione sconfinata per il suo lavoro. Ed è così che, grazie a lui, ho scoperto l’esistenza di un alimento che a pieno titolo rientra in quella cerchia di latticini funzionali grazie al suo connubio di ricchezza – di nutrienti funzionali – e semplicità.

In buon sostanza, potremmo definirlo una versione nobilitata della nostra più conosciuta ricotta, o fiocchi di latte, con il plusvalore di avere come sostanza di partenza il kefir, quel buon latte acido ricchissimo di preziosi fermenti.

Nella sua preparazione, il Tvorog, concentra sostanze saline, oligoelementi (l’importantissimo Calcio!) ed una quota molto significativa di proteine (dai 15 ai 18g per 100g).

Come ogni latticino si presta a ricette sia salate sia dolci, ma ciò che lo rende ancor più interessante è, proprio grazie al suo procedimento che prevede una fase di colatura, la quasi assenza di lattosio, “nemico” della digestione della maggior parte degli individui adulti.

L’apporto calorico varia in relazione al tipo di kefir (e quindi di latte) di partenza, a seconda che esso sia scremato, parzialmente scremato o intero. Si parla comunque di un alimento che non supera le 200Kcal all’etto (100 se da latte magro), sempre tenendo conto che molte di esse derivano da proteine nobili.

Se volete deliziarvi con questo formaggio così difficile da trovare in commercio o se siete semplicemente curiosi, quale miglior pretesto per cimentarsi in una preparazione artigianale?

Per farlo, lascio la parola a chi, con mani esperte, ha creato e descritto il procedimento: grazie ad Oleksandr Shcherbyna per ricetta e foto!

Per una formina di tvorog (la forma dipende dal utensile che usi per scolare il siero, io la garza l’ho avvolta intorno ad una bacchetta cinese e poggiata sopra una caraffa di plastica in sospensione e la forma è rimasta tipo mozzarella di bufala.)

INGREDIENTI:
Latte(Intero ho utilizzato io)
Latte di kefir o semplicemente Kefir
PROCEDIMENTO:
Usare Latte e Kefir di Latte in quantità uguali 1:1
Versare in una pentola Latte e Kefir e lasciare che la fermentazione sia completa.Si può preparare la notte prima, altrimenti aspettare qualche ora (nel mio caso 3-4)

Trascorso il tempo necessario, mettere la pentola sul fuoco basso basso(io ci ho messo addirittura un diffusore di calore) l’importante è MAI MESCOLARE.
Quando inizierà a separarsi dal siero e fare piccolini granuli si deve spegnere dato che non deve bollire (io l’ho portato a 70 °C circa e spento).

Una volta freddato, raccogliere il prodotto in superficie e lasciarlo scolare.
Si possono usare garze molto fini o  un colino in tessuto.
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tavola di natale 2019

3 Ricette di Natale preziose

Moltissimi sapori meravigliosi e propri degli alimenti vengono alterati da un eccesso di sale e condimenti o da cotture improprie con il fine di “impreziosire” la ricetta, ma con il risultato di appesantire e creare quella fastidiosa sensazione di “scoppiare” a fine pasto…quella sensazione che nulla ha a che fare con il piacere.

Per questa “edizione natalizia” lascio nel cassetto le mie consuete ricette semplici e do spazio a qualcosa di più gourmet: infatti seguono tre meravigliose idee elaborate dalla mia collaboratrice Chef Roberta Messina !

La sua esperienza e competenza è impreziosita dall’attenzione per la scelta degli ingredienti, che unisce la funzionalità e salubrità alla tradizione, con un occhio alla reperibilità e al costo sostenibile.

Questo mix di qualità fa delle sue ricette delle piccole gemme sofisticate e tuttavia alla portata di tutti. Il mio gusto personale mi porta a preferire quella del baccalà, un grande classico, ma rivisto negli abbinamenti e nella presentazione. E voi quale scegliete?

“La gratitudine è il segreto della felicità” (Cit.)

Gnocchi di farina di ceci, vongole, cime di rapa e bottarga

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Gnocchi (x4 persone):

200 g farina di ceci

200 g farina a scelta (00,integrale, SZG)

400 g c.ca di acqua calda

35 g di olio evo

Sale qb.

Mischiare bene le farine e il sale aggiungendo poco alla volta l’acqua e l’olio evo che avremmo riscaldato su un pentolino. Quando l’impasto inizierà a compattarsi, risultando inizialmente anche un po’ sabbioso, iniziamo ad impastare fino a quando il composto non diventerà liscio. Nel caso avessimo messo troppa acqua basterà aggiungere farina di ceci e la farina da noi scelta in egual misura.

Infariniamo un po’ il banco di lavoro e iniziamo a ricavare gli gnocchi dall’impasto, facendo dapprima un cordone spesso 1 cm e poi tagliando con un tarocco riceviamo dei pezzettini lunghi più o meno 2 cm. (In realtà la grandezza dello gnocco è soggettiva). Gli gnocchi andranno cotti in acqua bollente salata per 4-5 minuti da quando saranno saliti a galla.

Cime di rapa:

Cime di rapa 500 g

Peperoncino 1 o 2

Olio evo 25 g

Aglio 2 spicchi

Brodo vegetale qb

In una padella capiente scalda l’olio, l’aglio è il peperoncino. Aggiungi le cime ben lavate ma lasciate umide, chiudi con un coperchio e fai cuocere per pochi minuti alzando la fiamma. Le cime di rapa devono solamente appassire.

Trasferisci 3/4 di cime di rapa in una ciotola e frullale con un frullatore a immersione e aggiungendo il brodo tiepido per ottenere una bella crema liscia. Le rimanenti le useremo per dare una consistenza diversa alle cime.

Vongole:

Vongole veraci 1 kg

Prezzemolo  qb

Olio evo 1 cucchiaio

Brodo vegetale 200 g

Aglio 1 spicchio

Dopo aver pulito e spurgato bene le vongole, in una pentola capiente scalda l’olio e l’aglio in camicia. Una volta ottenuto un bel soffritto, aggiungi le vongole e il prezzemolo, chiudi con un coperchio e attendi pochi minuti che si aprano tutte. Scola le vongole in una ciotola e attraverso un colino, per raccogliere quindi il prezioso liquido di cottura. Lascia raffreddare il liquido e nel frattempo sguscia le vongole.

Lessa gli gnocchetti in acqua bollente salata. Nel frattempo versa il liquido di cottura delle vongole in una padella capiente e scola gli gnocchetti direttamente in questa. Ora aggiungi un altro po’ di prezzemolo tritato, le vongole sgusciate, le cime di rapa non frullate e manteca.

Impiatta gli gnocchetti su un letto di crema di cime di rapa, per completare con un’abbondante grattugiata di bottarga di muggine.

 

Baccalà, patata schiacciata, crema di scarola

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Cuocere le patate intere e con la buccia nell’acqua, dopodiché passarle con uno schiacciapatate e condirle con sale, pepe, olio evo, buccia di limone grattugiata, erbe aromatiche a piacere (prezzemolo, basilico, timo limonato, dragoncello…)

Sbollentare la scarola in acqua salata per pochi minuti, raffreddarla in acqua e ghiaccio e strizzarla per poi frullarla con olio di oliva ottenendo una crema liscia e omogenea.

Tagliare il baccalà precedentemente dissalato in tranci e cuocerlo a vapore a 200°C per c.ca 12 minuti.

Servire mettendo alla base la crema di scarola, poi metteremo all’interno di un coppa pasta un po’ di patata schiacciata, sulla quale poseremo il trancio di baccalà e andremo a completare la decorazione aggiungendo sulla Salza alle scatole qualche pinolo tostato e olive nere tagliate sottilmente, capperi.

 

Polpo scottato, crema di zucca, salsa yogurt, zucca marinata e germogli

polpo

Cottura polpo: in una pentola con acqua, cipolla, sedano, carota, porro, pepe in grani, alloro immergere il polpo quando l’acqua inizia a sobbollire e continuare la cottura all’incirca per 40 minuti.

Per la crema di zucca: tagliare la zucca a metà e cuocerla in forno con aglio in camicia, un filo d’olio e un po’ di sale e di pepe. Quando sarà bella morbida la frulliamo con un minipimer, aggiungendo un altro po’ d’olio, sale, pepe e noce moscata. Se necessario  aggiungere un po’ di acqua calda o brodo vegetale per raggiungere una consistenza bella liscia.

Zucca marinata: tagliare la zucca cruda sottile, preferibilmente con una mandolina, riporre in un contenitore e versarci sopra la marinata calda composta da: 1 lt di acqua, 200g di aceto bianco, 40 g di sale, 40g di zucchero. Chiudere ermeticamente con la pellicola e lasciare marinare per almeno 3 ore.

Salsa yogurt: frullare per qualche minuto i seguenti ingredienti: 125g yogurt naturale o greco, 1 cucchiaio di aceto di mele, 2 cucchiai di olio Evo, 1/2 cucchiaio di senape, 1/2 cucchiaio di Tamari o salsa di soia tappo verde, erbe aromatiche (finocchietto, dragoncello, prezzemolo, basilico, timo…)

Completiamo il piatto tagliando i tentacoli del polpo (ogni tentacolo diviso in 3-4 pezzi), rendendoli croccanti su una padella con un filo di olio di semi. Impiattiamo mettendo alla base del piatto la crema di zucca, i pezzi di polpo croccante, distribuiamo un po’ di salsa yogurt (fare delle cupoline con la sac a poche sarebbe più carino), 3 dischetti di zucca marinata e copriamo con qualche germoglio a guarnire o spinacino fresco ben lavato e asciugato.

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Un dolce alleato per l’inverno: il miele

Il miele è un alimento naturale ed antichissimo: le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al sesto millennio AC circa. Attraverso le diverse civiltà, Egizi, Sumeri, Babilonesi, le civiltà orientali (nella medicina ayurvedica) Greci (potrei continuare per molte righe ancora…)  il miele – e i suoi derivati pappa reale e propoli –  ha tramandato anche i suoi poteri terapeutici: digestivo, emolliente, antiacido, purificante, vermifugo, antitossico, cicatrizzante, antibiotico, ricostituente, antianemico; proprietà che variano secondo la tipologia di miele.

Ne due tipi fondamentali: classico ossia dal nettare dei fiori e  di “melata”, dalle secrezioni zuccherine delle piante in seguito all’azione di alcuni insetti. In funzione della sorgente zuccherina, varia anche la percentuale del miele in zuccheri: glucosio e fruttosio, che sono i suoi principali costituenti.

La lavorazione del miele può avvenire anche con materiali piuttosto rudimentali, si effettuano la disopercolatura (apertura delle cellette), l’estrazione (tramite centrifuga) e la filtrazione, dopodiché si lascia “maturare” cioè evaporare parte dell’umidità per migliorarne la conservabilità.

A parte l’acqua e gli zuccheri (fruttosio e glucosio), principali costituenti, il miele contiene oligoelementi (principalmente potassio), vitamine, acidi organici (che gli conferiscono un pH piuttosto acido, circa 4,5) ed una piccola quota di amminoacidi ed enzimi.

I vari tipi di miele presentano evidenti differenze conseguenti alla diversa origine botanica: monoflora (o uniflorale) quando proviene principalmente da un’unica origine botanica (95% alle analisi di laboratorio), “millefiori” quelli che non rientrano in questa casistica, le cui caratteristiche variano di anno in anno secondo la fioritura e le combinazioni di piante.

Naturalmente è presente una legislazione (Comunitaria e Nazionale) in merito ai requisiti organolettici e di sicurezza alimentare sul miele…ma per noi, che siamo “semplici” consumatori, è più interessante curiosare sulle sue proprietà! (oh beh…la mia famiglia è da pochissimo anche un produttore diretto di miele, UN’ALTRA STORIA rispetto a quello industriale!)

Nota da tempo  è l’azione antibatterica sia del miele, dovuta alla sua elevata concentrazione zuccherina e al pH acido, sia grazie all’azione dell’enzima glucosio-ossidasi che si attiva in soluzione trasformando il glucosio in acido gluconico e acqua ossigenata.

Il fruttosio, secondo la tradizione, è dotato di proprietà emollienti, addolcenti che possono essere utili a livello del cavo boccale, della gola, dello stomaco e dell’intestino; ha un’attività blandamente lassativa, è indispensabile per lo smaltimento delle sostanze tossiche e nocive derivate dal metabolismo o ingerite dall’esterno, che si accumulano nel fegato.

Il grande vantaggio del miele è di poter apportare all’organismo calorie prontamente disponibili (fornisce 320 calorie/100 g.) senza richiedere processi digestivi e senza apportare, nel contempo, sostanze indigeribili o dannose. Ovviamente NON è un alimento ipocalorico, purtuttavia, se consumato in sostituzione dello zucchero, ha un minore indice glicemico con un maggior potere dolcificante, con tutto il vantaggio di essere una sostanza naturale e non raffinata.

Il miele è particolarmente indicato nell’alimentazione degli sportivi, negli studenti, nelle persone debilitate o inappetenti. Nei mesi freddi, utilizzare un cucchiaino di miele aiuta a proteggerci dall’odioso raffreddore, crea un film protettivo sulle mucose della laringe alleviando le irritazioni e la raucedine e, se applicato sulle afte, facilita la rimarginazione.

Occhio però! Ricordiamoci che contiene zuccheri, pertanto non si tratta di un alimento ipocalorico né ipoglicemico…come in ogni cosa, la moderazione è la giusta misura.

Un piccolo sfizio per le fredde serate invernali: bicchierino di latte, un cucchiaino di miele e un cucchiaino di brandy: scalda il corpo e l’anima!

Messaggio “promo”: il miele artigianale mantiene intatte tutte le sue proprietà ed ha un gusto più naturale e intenso.

Per acquistare miele artigianale (eh sì, prodotto anche dalla sottoscritto) potete andare su https://www.facebook.com/Lapeperina-364490900934398/

formaggi

Profumi d’autunno – I formaggi

La leggenda narra che un mercante arabo, nell’attraversare il deserto, portò con sé, come pietanza, del latte contenuto in una bisaccia ricavata dallo stomaco di una pecora. Il caldo, gli enzimi della bisaccia e l’azione del movimento acidificarono il latte trasformandolo in “formaggio”. Per quanto oggi discusso e forse anche un po’ bistrattato, il latte ha sempre rappresentato una fondamentale risorsa alimentare nella storia dell’uomo. E non è difficile trovare moltissime persone che, pur non facendo uso quotidiano di latte, non disdegnano l’uso di formaggi freschi nella loro alimentazione quotidiana: morbidi, umidi e variegatamente sapidi o insaporiti, si prestano ad una moltitudine di impieghi e provvedono un profilo nutrizionale pressoché completo e bilanciato. Dalle tavole più povere (ricordo che la ricotta stessa nasce come scarto della produzione di formaggi stagionate), troneggiano, in questi tempi di finger food e fantasie culinarie, su tartine, involtini, aperitivi. Discorso a parte meritano i formaggi stagionati, a pasta molle o dura e a ricco contenuto di grassi, ma anche di caseine, le proteine nobili del latte che, per azione chimica del caglio, precipitano e coagulano conservando, oltre alla sapidità, un giusto deciso e caratteristico. In essi, quando prodotti con le tecniche della tradizione, potremo coglierne il profilo aromatico erboso. Di alto contenuto calorico, i formaggi si inseriscono in quella categoria di cibi da gustare e centellinare, così da non incidere significativamente sul profilo lipidico ematico e, contestualmente, godere di quella deferenza propria di un tesoro esclusivo.

vino

Profumi d’autunno – Il vino

“Ah, quanto tempo si è potuto vivere, terra, senza autunno!… Si respira il cambiamento delle  frontiere, dell’umidità del vento dal vento alle radici. Qualcosa di sordo, profondo, lavora sottoterra stivando sogni.” Aggiungo io: e quante cose buonissime tornano sulle nostre tavole! Ricchezze inestimabili della nostra terra, vino, olio, funghi, legumi, formaggi…

Conosciamoli meglio assieme nella “promessa” di 10 righe! Oggi: Il vino

“Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico”. [Molière (1622 – 1673)]. E dire che Moliere non poteva nemmeno immaginare come il prezioso risultato della fermentazione di uve pregiate avrebbe oggi rappresentato un altro caposaldo dell’eccezionale salubrità della dieta mediterranea. Una dieta che anche in un prodotto contenete etanolo, chiaro antinutriente dagli effetti più dannosi che benefici, cela una inestimabile molecola dalle fortissime proprietà antiossidanti: il resveratrolo. Non è uno scioglilingua, ma uno dei più potenti polifenoli ad azione antiossidante che, dalla buccia del chicco d’uva, giunge sulle nostre tavole nei calici in festa. Un bicchiere al giorno, preferibilmente a cena per conservare la leggerezza del pranzo, conferisce circa cento calorie e circa 4000 unità ORAC, Oxygen Radical Adsorbance Capacity, ossia capacità di assorbire i radicali liberi, le quali unità ORAC aumentano nei vini di alta qualità. Dunque come disse  Goethe, “La vita è troppo breve per bere vini mediocri.”, facciamo sì che la vita si allunghi bevendo buon vino e…salute a tutti!

in-forma-in-vacanza

Vado in vacanza e resto in forma!

Un pratico decalogo da portare “in valigia” per assicurarti di vivere al meglio la tua vacanza per te e per il tuo corpo… con i mie migliori auguri di splendide vacanze!

Il decalogo

  1. Lo strappo non è la regola: nessuno ci vieterà una deliziosa pizza o un gelato, purché non sia la quotidianità, bensì l’eccezione, ad esempio una volta a settimana.
  2. Se puoi, fallo! Se sei in casa, o in spiaggia e non hai esigenze “sociali” scegli sempre spuntini e pasti super light, in modo da avere un “bonus” per quando sei in compagnia.
  3. Se hai fatto 30…NON fare 31! Esci dall’idea dell’ “ormai ho sgarrato”, il tuo organismo non la vede così ed ogni singolo “surplus” avrà le sue conseguenze metaboliche; così, se hai preso un cocktail evita gli stuzzichini, se hai fatto un pranzo al ristorante, evita il dolce…e così via
  4. Run, walk, move! Non hai scusanti per trascorrere la giornata intera sul lettino…approfitta delle ore fresche o di qualsiasi pretesto per muoverti: beach volley, bagni al mare, passeggiate in montagna. E se sei in gita turistica muoviti a piedi e non ti perderai alcun dettaglio!
  5. H2O e nient’altro: nessuna bevanda è meglio dell’acqua, naturale, fresca. Non cadere nell’illusione della necessità di bevande arricchite…a meno che tu non stia attraversando a piedi il deserto!
  6. Detox time: se hai una o mezza giornata tutta per te, approfitta per detossificarti con un pasto a base di frullati di verdura e frutta fresca e yogurt magro, ti aiuterà a sgonfiare la pancia. Naturalmente senza esagerare nelle quantità.
  7. Occhio al tranello! Alcune proposte mangerecce sono “travestite” da alimentazione sana o light: salse, eccesso di frutta o zuccheri, eccesso di sale sono insidie che si nascondono in pasti apparentemente leggeri. Un esempio? Insalate di riso troppo condite, gelati alla frutta (che neanche saziano…), paste fredde, tortini di verdure…
  8. L’ alcol è nemico! Ahimè, un bicchiere di vino fa più danno di un buon piatto di pasta. L’alcol, infatti, contiene un mucchio di “calorie vuote”, ossia che ingrassano senza nutrire ne saziare. Cerca di limitarlo il più possibile.
  9. Ascoltati. Lo spirito di vacanza e le tentazioni golose fanno la voce grossa…cerca di non ignorare però i messaggi del tuo corpo e i segnali di “stop” o di “pausa” che fisiologicamente ti invia.
  10. Don’t worry! Nonostante tutto, concedersi un piccolo aumento di peso in vacanza, ci sta e non è un dramma…hai tutto l’anno che verrà che per tornare in forma smagliante!
esami

Buono, ma…buono davvero?

Il gusto ci dice immediatamente quanto è buono quello che stiamo mangiando, ma… ci fa bene? Ci fa male? Se potessimo avere uno strumento chiaro e veloce che ci dia un’indicazione sulla salubrità del nostro pasto?
Si può tentare di dare un “voto” alla salubrità del pasto tenendo presente alcune caratteristiche facilmente individuabili e mettendole a sistema.
Ecco un esempio…è tempo di esami anche per gli alimenti!

  1. CONSISTENZA
CARATTERISTICA PUNTI
Alimento intero (o trancio) non lavorato 4
Mix di alimenti in pezzi piccoli, ma distinguibili 3
Preparazione alimentare in purea (o dall’aspetto cremoso) 2
Alimento macinato (ricomposto o preparato dopo macinatura, molitura, separazione meccanica, ecc.) 1
Preparazione alimentare con ingrediente principale visivamente indistinguibile 0
  1. COTTURA

CARATTERISTICA PUNTI
Crudo o al vapore o al corto bollore 4
Al forno, o con metodi a bassa temperatura o con cotture molto brevi (inferiori a 4 minuti) 3
Grigliato o precotto (o crudo conservato mediante salatura, affumicatura, ecc.). 2
Fritto 1
Fritto o grigliato con parti visibilmente bruciacchiate 0
  1. NUMERO DI INGREDIENTI(esclusa acqua, spezie visibili e ingredienti affini visibili e distinguibili)

CARATTERISTICA PUNTI
Sino a 2 4
Sino a 3 3
Sino a 4 2
Sino a 5 1
Più di 5 ingredienti 0
  1. PRESENZA DI GRASSI ANIMALI

CARATTERISTICA PUNTI
No 4
Si, naturalmente presenti nell’alimento (pesce e uova) 3
Si, naturalmente presenti nell’alimento (latte, carni e derivati, ad esclusione delle uova) 2
Si, aggiunti nella ricetta (inclusi eventuali tuorli) O nel metodo di cottura 1
Si, aggiunti nella ricetta (inclusi eventuali tuorli) E nel metodo di cottura 0

RISULTATI: GRADO DI SALUBRITÀ 

Oltre 12 punti = Eccellente

Fino a 12 punti = Ottimo

Fino a 10 punti = Buono

Fino a 8 punti = Sufficiente

Fino a 6 punti = Mediocre

Inferiore a 6 punti = Pessimo

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“Sessione estiva” in arrivo e prova costume: 5 errori da evitare

Fine delle festività primaverili, estate alle porte…inutile far finta di nulla: il caldo chiama, il sole arriva e dall’armadio fanno capolino shorts, canottiere e abiti che svelano, qualcuno più qualcuno meno, la nostra forma fisica. È un po’ come la sessione estiva all’università, o le interrogazioni di fine anno, il segreto per affrontarle è prepararsi per tempo. E se l’aspetto estetico non ci tangesse, la calda stagione ha comunque la capacità di far pesare sulla nostra sensazione di benessere, i chili di troppo. Eccovi qualche consiglio su come evitare i principali e più comuni errori che non aiuteranno le nostre buone intenzioni.

  1. I want it all, I want it now

Costruire una casa in un giorno, studiare tutto il programma il pomeriggio precedente l’interrogazione, digiunare 24 ore di fila…sono metodi che hanno la durata di se stessi: la casa non tiene, l’interrogazione non va, la dieta non dura. Armiamoci di santa pazienza e mettiamoci l’anima in pace, ricordandoci soprattutto che i metodi drastici hanno il più delle volte l’effetto opposto di scatenare un boomerang psicologico.

 

  1. Carboidrato mio nemico!

Forse non tutti sanno che i carboidrati sono il nutrimento esclusivo per il tessuto nervoso. Provate a tagliare il nutrimento ad un qualsiasi essere vivente: cosa farà? Ne chiederà sempre più insistentemente! Inutile, pertanto, fare al guerra al carboidrato. La maniera corretta per diminuirne la quota è quella di assumerne nella forma meno dannosa, ossia complessa e integrale, in quantità moderate.

 

  1. I falsi sani e l’inganno del light

La lista è potenzialmente infinita. A partire dagli alimenti molto raffinati, come barrette, biscotti, ecc., fino anche ad arrivare a miti totalmente ingiustificati, come le centrifughe. Saziarsi con grandi quantità di questi alimenti ci esonera dal senso di colpa, ma non da apporti energetici eccessivi e, soprattutto, a base di nutrienti poco salutari, primo tra tutti lo zucchero.

 

  1. Saltare i pasti o pranzare (o cenare) con la frutta

Un grande classico. Non me ne vogliano i sostenitori dei 5 pasti al giorno, ma di sicuro saltare UN pasto ogni tanto non fa male. Da qui ad escludere sistematicamente una corretta cadenza alimentare, però, ce ne corre. Se scegliamo di pranzare, magari in spiaggia, con un bel cesto di frutta, ricordiamoci però che l’apporto di zuccheri sarà molto elevato, mentre il pasto sarà completamente carente di proteine e grassi, ossia i macronutrienti a più alto potere saziante. Siamo sicuri di riuscire a gestire l’indice glicemico?

 

  1. “Tanto ho fatto sport”

L’attività è molto più che importante, oserei imprescindibile, ma non commettiamo l’errore di sopravvalutare la spesa energetica. Sentirci stanchi per una camminata o per una partita a tennis non è sinonimo di aver consumato mille calorie, soprattutto se il nostro obiettivo è un bilancio energetico negativo. La scelta più furba è, quando possibile, fare sport prima dell’orario del pasto canonico (pranzo o cena), in modo da ottimizzare la necessità energetica con le abitudini.

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Warning: splatter recipe! (fegato in agrodolce)

Eccovi una gustosissima e sanguinolenta ricetta ottima soprattutto quando (soprattutto noi femminucce) si è a corto di Ferro, arricchita da una sana dose di fibra naturale al 100% a base di inulina.

Le quantità sono del tutto libere, io vi dico quelle che ho usato per il mio appetito da campioni:

160g di fegato di bovino adulto, bio, magro

1 cipolla rossa

1 mela gala (bugia, mezza perché ne sono ghiottissima e l’altra metà l’ho mangiata mentre cucinavo…)

1 cucchiaio di aceto balsamico di Modena IGT, IGP, DOC, DOP ecc…

1 cucchiaino di olio ExtraVergine

1 bustina di Bifin (CaDiGroup®)

1 pizzico di sale

1 pezzetto di zenzero grattugiato alla fine sopra, per darsi un po’ di arie new age

Per le varianti: provate con ananas, in alternativa o in aggiunta alla cipolla, olio di cocco al posto dell’olio extravergine e se la linea non è un vostro problema, consiglio una bella manciata di uva sultanina (slurp)

Il procedimento è molto semplice: ammorbidire la cipolla direttamente in padella con il cucchiaino di olio e un po’ d’acqua, dopo circa 5 minuti aggiungete la mela (e/o l’ananas) e fate andare altri 5 minuti a fuoco moderato. Una volta ammorbidita cipolla e mela buttate in padella il resto dei condimenti e il fegato tagliuzzato a pezzetti. Importante coprire il tutto in modo che non si disperdano i sieri e il sangue del fegato, che deve restare morbido e succoso (splatter!). Io non lo cuocio per più di 4, massimo 5 minuti e faccio in modo di servir(me)lo praticamente appena cotto. Buon appetito!

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